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Sgravio contributivo UNI/PdR 125: come funziona l’esonero 1% e la domanda INPS

Sgravio contributivo UNI/PdR 125: come funziona l’esonero 1% e la domanda INPS

Lo sgravio contributivo legato alla certificazione UNI/PdR 125:2022 è uno dei pochi incentivi in Italia che premia direttamente e in modo misurabile un sistema di gestione: fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto di 50.000 euro all’anno per azienda. In questo articolo vediamo come funziona, chi può richiederlo e quali errori evitare nella domanda INPS.

Cosa prevede l’esonero contributivo

La legge 162/2021 (art. 5) ha introdotto per le aziende private in possesso della certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. I punti chiave:

  • Misura: esonero fino all’1% dei contributi complessivi a carico del datore di lavoro.
  • Tetto: massimo 50.000 euro all’anno per azienda, riparametrato su base mensile.
  • Durata: per tutto il periodo di validità della certificazione (che dura 3 anni, con sorveglianza annuale).
  • Cumulabilità: l’esonero è compatibile con altri benefici contributivi, nei limiti della contribuzione dovuta.

Come si presenta la domanda INPS

L’esonero non è automatico: ottenuta la certificazione da un organismo accreditato, l’azienda deve presentare domanda telematica all’INPS tramite il portale dedicato, indicando i dati della certificazione e la retribuzione media mensile globale stimata. L’INPS pubblica ogni anno le istruzioni operative con la finestra per le domande: per le aziende certificate nel corso del 2025, ad esempio, il termine era il 30 aprile 2026. La domanda va ripresentata a ogni ciclo secondo le istruzioni dell’Istituto.

Attenzione a un punto spesso sottovalutato: l’esonero viene riconosciuto nei limiti delle risorse stanziate. Presentare la domanda presto e senza errori formali fa la differenza.

Gli errori più comuni

  • Certificazione da organismo non accreditato: vale solo la certificazione rilasciata da organismi accreditati Accredia per la UNI/PdR 125:2022.
  • Dati retributivi incoerenti: la retribuzione media mensile dichiarata determina il calcolo dell’esonero; stime approssimative portano a conguagli o respingimenti.
  • Perdita dei requisiti: la revoca o sospensione della certificazione (ad esempio per audit di sorveglianza non superato) fa decadere il beneficio.
  • Finestra persa: chi si certifica a ridosso della scadenza rischia di dover attendere la finestra successiva.

Conviene davvero? Due conti

Per un’azienda con 50 dipendenti e un costo contributivo datoriale nell’ordine di 500.000 euro annui, l’1% vale circa 5.000 euro all’anno per tre anni: in molti casi lo sgravio da solo copre una parte significativa del percorso di certificazione. A questo si aggiungono la premialità nei bandi pubblici e PNRR e, per chi opera in Alto Adige, i contributi provinciali che possono coprire una quota rilevante dei costi di consulenza e certificazione.

Da dove partire

Il percorso tipico parte da una gap analysis sulle sei aree della prassi (cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità retributiva, genitorialità e cura), prosegue con la costruzione del sistema e dei KPI e arriva all’audit di certificazione dopo alcuni mesi di operatività documentata. Sul nostro approccio trovi tutti i dettagli nella pagina dedicata alla certificazione UNI/PdR 125.

Nota: importi, scadenze e modalità operative dipendono dai provvedimenti attuativi e dalle istruzioni INPS vigenti. Prima di pianificare il percorso, verifica sempre la finestra di domanda in corso.

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