In sintesi
Entro il 30 giugno, le organizzazioni in perimetro NIS2 devono classificare attività e servizi secondo il modello ACN, dimostrando piena consapevolezza di processi e rischi. Molte aziende italiane mostrano un approccio frammentato e reattivo, rischiando di affrontare questa scadenza sostanziale senza preparazione adeguata. L'adempimento richiede una Business Impact Analysis semplificata e competenze dedicate per la categorizzazione, andando oltre la mera trasmissione di dati.
Contesto
Il percorso di compliance alla Direttiva NIS2 entra in una fase critica con la scadenza del 30 giugno. Entro tale data, le organizzazioni essenziali e importanti in perimetro NIS2 devono mappare le proprie attività e servizi all’interno delle 10 macroaree definite dal modello ACN (Determinazione 155238/2026) e attribuire a ciascuna una categoria di rilevanza (minimo, basso, medio, alto). Questo adempimento non è formale, ma richiede una piena consapevolezza delle attività critiche, dei servizi rientranti nel perimetro NIS2 e dell'impatto di una loro compromissione sulla resilienza organizzativa, attraverso una Business Impact Analysis semplificata.
Secondo l'analisi di Innovio, il quadro nelle aziende italiane non è rassicurante, con un approccio prevalente frammentato e reattivo alla compliance NIS2. Molte organizzazioni contattano consulenti solo in prossimità delle scadenze; alcune non hanno ancora designato il Referente CSIRT (obbligatorio dal 28 febbraio 2025) e poche hanno formalizzato i processi di incident management (operativi dal 15 gennaio 2026). La mancanza di una roadmap strutturata porta a procedere per urgenze, mentre la NIS2 richiede un percorso continuo con processi formalizzati, misure tecniche implementate e monitorate, e una governance operativa.
Perché conta
Questo adempimento è cruciale perché obbliga le organizzazioni a una valutazione profonda della propria resilienza operativa e cybersecurity, superando le mere comunicazioni formali. La corretta mappatura e categorizzazione delle attività è fondamentale per identificare i rischi e implementare misure di sicurezza adeguate, direttamente legate agli obiettivi della Direttiva NIS2 di rafforzare la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Un'errata o mancata classificazione può compromettere la capacità dell'organizzazione di gestire incidenti e garantire la continuità dei servizi essenziali, esponendola a sanzioni e gravi impatti operativi.
L'approccio reattivo e frammentato evidenziato mostra una carenza nella governance della cybersecurity, essenziale per la conformità alla NIS2 e per una gestione proattiva dei rischi. La mancata formalizzazione dei processi di incident management e la non designazione del Referente CSIRT rappresentano gravi lacune che impediscono una risposta efficace agli incidenti, elemento centrale della direttiva. Questo scenario compromette la capacità delle aziende di dimostrare conformità e di proteggere efficacemente i propri asset critici.
Cosa fare
- Identificare tutte le attività supportate da sistemi IT e reti.
- Mappare queste attività all'interno delle 10 macroaree definite dal modello ACN.
- Svolgere una Business Impact Analysis semplificata per valutare l'impatto di una compromissione.
- Assegnare a ciascuna attività una categoria di rilevanza (minimo, basso, medio, alto), modificando se necessario quelle predefinite.
- Caricare l'elenco categorizzato tramite il servizio NIS/Categorizzazione del portale ACN.
- Designare il Referente CSIRT e formalizzare i processi di incident management.
Cosa evitare
- Evitare un approccio frammentato e reattivo alla compliance NIS2, procedendo solo per urgenze.
- Limitarsi a trasmettere dati anagrafici o informazioni formali senza una reale analisi dei processi.
- Sottovalutare l'importanza di una roadmap strutturata e di una governance operativa.
- Non formalizzare i processi di incident management o non designare il Referente CSIRT.
Implicazioni pratiche
Le organizzazioni che non affrontano proattivamente la scadenza del 30 giugno rischiano non solo la non conformità alla Direttiva NIS2 e le relative sanzioni, ma anche una significativa vulnerabilità operativa. La mancata comprensione e classificazione delle proprie attività critiche rende difficile implementare misure di sicurezza efficaci e gestire incidenti in modo tempestivo, compromettendo la resilienza complessiva. L'assenza di processi formalizzati e di figure chiave come il Referente CSIRT espone a gravi rischi in caso di attacco cyber.
Azioni da fare
- Valutare con urgenza la propria preparazione alla scadenza del 30 giugno per la classificazione delle attività NIS2.
- Identificare e mappare tutte le attività e i servizi che rientrano nel perimetro NIS2, supportati da sistemi IT e reti.
- Svolgere una Business Impact Analysis semplificata per ciascuna attività e servizio, attribuendo le categorie di rilevanza corrette.
- Verificare di avere un Referente CSIRT designato e che i processi di incident management siano formalizzati e operativi.
- Adottare un approccio strutturato e continuo alla compliance NIS2, superando la logica delle scadenze reattive.
Errori da evitare
- Considerare la scadenza del 30 giugno come un mero adempimento burocratico o formale.
- Affrontare la compliance NIS2 con un approccio superficiale o senza competenze dedicate.
- Posticipare la designazione del Referente CSIRT o la formalizzazione dei processi di incident management.
- Non sviluppare una roadmap chiara con milestone e responsabilità per la compliance NIS2.
Domande di self-assessment
- La nostra organizzazione ha una chiara comprensione delle proprie attività e servizi critici e del loro impatto in caso di compromissione?
- Abbiamo identificato e mappato tutte le attività supportate da sistemi IT e reti secondo il modello ACN?
- Abbiamo svolto una Business Impact Analysis semplificata per assegnare le categorie di rilevanza corrette per ogni attività?
- Il nostro Referente CSIRT è stato designato e i processi di incident management sono formalizzati e operativi come richiesto dalla NIS2?
- Stiamo adottando un approccio proattivo e strutturato alla compliance NIS2 o stiamo procedendo per emergenze?
Riferimenti
Normativa nazionale: Direttiva NIS2 · Determinazione ACN 155238/2026
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